Faenza (martedì, 24 marzo 2026) — L’Italia ha deciso: la Costituzione rimane com’è. Ma cosa succede adesso? Meloni non intende dimettersi. Tuttavia, una sconfitta referendaria è destinata a lasciare un segno nel governo in cui è avvenuta. Ecco cosa potrebbe accadere dopo la schiacciante vittoria del no.
di Ludovica Fusca
L’Italia ha partecipato in maniera massiccia al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, determinando una schiacciante vittoria del no al cambiamento della Costituzione. Quest’ultima resta com’è, con gli articoli scritti nel 1948 da chi ancora portava il fardello del conflitto, e con le stesse problematiche legate alla magistratura. Ma cosa succede adesso?
Meloni ha chiaramente dichiarato di non avere intenzione di dimettersi — contrariamente da quanto hanno fatto alcuni colleghi. Tuttavia, una sconfitta referendaria lascia dei segni nella politica chi sta al governo, che adesso potrebbe muoversi così:
- potrebbe spostare l’agenda su premierato e autonomia differenziata;
- potrebbe riproporre in maniera ordinaria ciò che voleva inserire la riforma Nordio attraverso delle leggi;
- dire che il no blocca qualsiasi cambiamento (azione attualmente già in corso).
I cittadini hanno bocciato quella riforma, fortemente voluta da quel governo in quel momento. Fondamentale è, adesso, dare forma a una seria proposta che può ora inserirsi al posto del vuoto lasciato dal sì, e il centrosinistra dovrebbe farlo prima che le destre tornino con altre decisioni che possano mettere a rischio quanto si sta cercando di proteggere: le libertà.
Last modified: Marzo 24, 2026

