Faenza (giovedì, 19 marzo 2026) — Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 la cittadinanza sarà chiamata alle urne per esprimere il proprio voto circa la Riforma Nordio. Per questo referendum non sarà necessario raggiungere il quorum, perciò ogni voto sarà prezioso. Ecco cosa sapere sul referendum.
di Ludovica Fusca
Tra poche ore la cittadinanza sarà chiamata alle urne per il Referendum sulla Giustizia. I cittadini aventi diritto dovranno scegliere se approvare o no la Riforma Nordio, la quale intende modificare sette articoli della Costituzione.
La scheda, di colore verde, avrà su scritta la seguente domanda: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?”. I cittadini d’accordo con la modifica faranno una X sul SÌ, mentre quelli che non approvano faranno la X sul NO. Conta solo la maggioranza dei voti validamente espressi.
Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 è di tipo confermativo, e pertanto non è previsto il raggiungimento del quorum: ogni singolo voto sarà prezioso e determinante.
Prima di votare consapevolmente è necessario informarsi e chiedersi se la Riforma garantisce davvero l’indipendenza del PM dalla politica. La Costituzione stessa è stata scritta da chi aveva vissuto il fascismo e ha così cercato di tutelare i cittadini. La Riforma Nordio prevede invece di eliminare la magistratura, in favore della formazione di due Consigli separati: uno per i Giudici, e l’altro per i PM. Un ulteriore organo verrebbe inserito: quello dell’Alta Corte disciplinare. In questo modo verrebbero introdotti due diversi concorsi per entrare in magistratura, senza possibilità di cambiare ruolo. L’eventuale legge futura, al momento inesistente, deciderà come i due nuovi CSM dovranno funzionare. In poche parole, a oggi non è stato deciso il funzionamento concreto di tutte queste modifiche che vorrebbe introdurre la Riforma Nordio, riforma costituzionale di cui non si conosce buona parte del contenuto concreto.
La vera domanda rimane una: dopo la separazione, chi controlla il PM? Si sa che, nel caso in cui vincesse il sì, il potere finirebbe in mano al governo, diventando pertanto strumento di controllo politico.
Il problema è il potere, chi lo esercita e su chi.
Per votare, bisogna presentarsi ai seggi con un documento d’identità — carta d’identità o altro documento di identificazione con fotografia — e la tessera elettorale che deve ancora avere spazi liberi, altrimenti sarà necessario richiedere il rinnovo della tessera elettorale esibendo quella vecchia (a meno che non sia stata rubata o smarrita) e un documento d’identità presso l’Ufficio Elettorale del Comune di residenza.
Last modified: Marzo 18, 2026

